Fare Chiarezza: una breve ricostruzione degli ultimi giorni

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Fare Chiarezza

La vicenda Giannino/FARE ha rappresentato la prova ultima che gli italiani non usciranno mai, con una forma di governo politico-democratico, dalla loro miseria economica ma soprattutto morale e culturale. Oscar Giannino ha indiscutibilmente porno commesso un imperdonabile e, soprattutto, inutile errore. Credo infatti che coloro che seguivano le sue apparizioni radiofoniche o televisive, i suoi puntuali interventi sulla carta stampata o le sue performance dal vivo non youporn fossero affascinati dai titoli accademici o dall’enumerazione degli incarichi ricoperti (Zecchino d’Oro incluso…). Seguivano Giannino per l’odore di nuovo e di pulito che si sprigionava dalle sue parole; per l’elettrizzante energia che promanava dai punti del programma del Movimento esposti in modo chirurgicamente preciso ed xvideos essenziale con fare beffardo e sicuro; per la semplicità e l’immediatezza delle proposte per FERMARE IL DECLINO. Quale abissale differenza rispetto ai balbettanti, titolati “Professori” che le lauree le avevano conseguite davvero!

Tuttavia, come è stato sottolineato youjizz dallo stesso Giannino, quando si commettono errori bisogna avere il coraggio e l’umiltà di pagarne le conseguenze. Specialmente se ci si propone come leader di un partito che dell’onestà e dell’assunzione di responsabilità fa la sua bandiera. Oscar Giannino questo lo ha fatto.

Ma subito le falangi dei farisei, le cam4 schiere dei senza-peccato, le orde dei maramaldi hanno cominciato ad infierire senza alcuna pietà sul cadavere ancora caldo del giornalista millantatore, a cominciare da un personaggio che del cadavere ha soprattutto l’aspetto: tal Alessandro Sallusti. A caduta, si sono poi divertiti a bersagliare l’inerme Oscar – che nel frattempo si era assunto pubblicamente le proprie responsabilità davanti alle telecamere della trasmissione “Le Invasioni Barbariche” – un grande numero di quotidiani e blog, quasi tutti di centrodestra. Lo stesso centrodestra che si dichiara megasesso liberale, liberista e soprattutto…garantista.

Infine, il colpo di grazia lo hanno dato molti di coloro che avevano riposto in Giannino e in FARE le loro speranze di FERMARE IL DECLINO. Nonostante costoro abbiano più diritto degli altri di esprimere il loro dolore e la loro delusione, mi viene da chiedergli se voglioporno abbiano avuto lo stesso tipo di reazione indignata e violenta davanti alle bugie, agli scandali e alle mancate promesse che i politici da loro votati negli ultimi trent’anni hanno propinato, a piene mani e senza mai chiedere scusa, a tutti noi.

Detto ciò, vorrei domandare a tutti quanti se hanno per caso notato che i vincitori delle elezioni sono due personaggi, Silvio Berlusconi e Giuseppe Grillo, noti soprattutto per l’eloquio sobrio e ponderato; per la serietà, la competenza e la fattibilità delle pornhub proposte da loro avanzate e, ciliegina sulla torta, per i numerosi titoli di studio conseguiti presso le migliori università del pianeta… Signore e signori, SVEGLIA!

Berlusconi e Grillo hanno vinto perchè sanno ancora parlare alla loro gente. Perchè sanno che la maggioranza degli italiani è stufa di sentire chiacchiere democristianamente vuote espresse in una maniera tanto eccitante quanto il loden di Monti. Perchè sanno brazzers che il contenuto, spesso e volentieri in Italia, conta meno della forma in cui è espresso.

PERCHÈ SONO DEI LEADER.

Nonostante io ritenga il programma di FARE il più serio e realizzabile per FERMARE IL DECLINO, non credo sia sufficiente, da solo, a conquistare le menti, e soprattutto il cuore, dei milioni di italiani che non ci hanno votato e che ci sono necessari per FERMARE IL DECLINO.

È vero: dobbiamo fare i congressi, eleggere gli organi direttivi, moltiplicare i comitati. Ma senza un leader che possa affrontare i berlusgrilli ad armi pari nelle piazze, negli studi televisivi e radiofonici, sui siti e sui media digitali, questo partito difficilmente riuscirà a conquistare la visibilità ed il seguito che sono nelle aspettative di tutti noi.

Accedi o registrati per inserire commenti. Hai perfettamente ragione in Ritratto di nicola manferrari Inviato da nicola manferrari il Dom, 03/03/2013 – 19:50 Hai perfettamente ragione in tutto. Il fatto però è che i due leader carismatici che citi, che in campagna elettorale sono bravi a parlare al cuore degli italiani, fanno leva su molta roba che poi al momento del fare risulta un impaccio. Ti faccio un esempio storico. Karl Marx fra tutti i socialisti della sua epoca fu l’unico le cui teorie ebbero un grande seguito politico. In piena orgia positivista chiamava scientifico il suo socialismo per distiguerlo da quelli degli altri, più buonisti. Tuttavia il suo materialismo storico s’incardinava su presupposti che se hanno consentito le rivoluzioni da un lato, hanno garantito dei pessimi risultati per le persone dall’altro. Tornando all’Italia credo che sì, si tratti di miseria morale e culturale. Giannino ha dimostrato che esiste anche un altro modo di parlare agli italiani, tuttavia non abbiamo il riscontro in termini di risultato, perché l’esperimento non s’è potuto portare a termine. Perché ha anche ragione Berlusconi, portar via qualche punto percentuale serve solo a non far governare gli altri, è alle maggioranze che si deve puntare in politica. In ogni caso si tratta di rifondare un linguaggio, con il quale si possa parlare al cuore senza dire stronzate. E’ un lavoro da fare. Chi lo fa? dove? come?

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Problema interessante: in Ritratto di walter.monici Inviato da walter.monici il Dom, 03/03/2013 – 20:00
Problema interessante: in effeti il sig Boldrin con Loretta Napoleoni ha fatto la figura dell’arrogante incompetente. Non ci serve

Accedi o registrati per inserire commenti. FINALMENTE L’ANIMA DI FARE Ritratto di Ernesto Cotti Inviato da Ernesto Cotti il Dom, 03/03/2013 – 19:44 FINALMENTE L’ANIMA DI FARE RISORGE, dal commento di abate, condiviso da me pienamente, vedo con piacere che i contenuti prendono senso, questo è quello che volevo sentire, certo anche io non comprendo l’atteggiamento della DN o meglio lo potrei comprendere se presupponessi che in essa si nasconde un’anima opportunista che vedeva fruttifero cavalcare l’entusiasmo dei fattivi, certo Oscar è stato un’inconveniente pesante, ma pur di non perdere l’occasione silenziosamente sono stati sfoderati gli artigli per afferrare questa massa di orfani allo sbando. Sicuramente il movimento è nel momento più vulnerabile.

Spero tanto di sbagliarmi, ma la voglia di mettere tutti in guardia è stata incontenibile. Io sono sempre disponobile ad investire il mio tempo insieme a persone serie e leali, mi auguro che Oscar si faccia sentire di nuovo, forse lui sa. Dobbiamo saperci preparare fattivamente per il congresso nazionale, altrimenti ci tocchera mangiare la minestra riscaldata.

Saluti

Accedi o registrati per inserire commenti. Mi trovo d’accordo con Jeff57 Ritratto di CLAUDIO GIORNO Inviato da CLAUDIO GIORNO il Dom, 03/03/2013 – 19:59 Mi trovo d’accordo con Jeff57 ma non con Marco F. circa la partecipazione di FARE ad elezioni locali. FERMARE IL DECLINO inizia anche dall’amministrare Comuni e Regioni. Nei dibattiti di attualità c’è la tendenza da parte di tutti i politicanti a creare una giustizia forte e implacabile, per arginare l’infinita serie di scandali, misteri, micro e macro criminalità. E allora come spesso avviene, si getta via il bambino insieme all’acqua sporca. L’Italia ha bisogno di una nuova e competente classe dirigente. Al posto di veri uomini politici, è subentrato uno stuolo di arrivisti, incolti e melodrammatici guitti della politica, incapaci di legiferare e di amministrare il bene comune, e succubi di governi di pseudo tecnici. E i politici, invece di discutere seriamente e coscienziosamente di problematiche, si dimenano sul come bloccare la democratica vita politica del rivale, sul come appropriarsi di questo o quel posto di potere, se l’avviso di garanzia inviato a Tizio è più grave dell’avviso ricevuto da Caio. In ogni dibattito, in ogni riunione, in ogni tavola rotonda, per rendere più importante le cose che si dibattono, basta non mettersi tanto facilmente d’accordo. Intanto il debito pubblico si ingigantisce, la mafia rialza la testa, la forbice del divario economico tra settentrione e meridione si allarga sempre di più, l’inflazione corre, i giovani non trovano e forse non troveranno mai un’occupazione, le famiglie ai limiti della povertà crescono e chi a cinquant’anni ha perduto il posto di lavoro, può mettersi l’animo in pace e considerarsi, suo malgrado, pensionato senza pensione. Ma chi fa politica nel senso più alto della parola? Chi possiamo chiamare fuori dalle lotte di potere fine a se stesso? Chi intende la politica come partecipazione alla vita sociale a tutti i livelli, che crede nella meritocrazia, nell’onestà, nella libertà delle idee e della cultura? Quanti politici sono la voce di chi non viene ascoltato, di chi soffre in silenzio e senza speranza, di chi è emarginato, svilito, umiliato e prevaricato. L’identità di un popolo poggia su tre pilastri fondamentali: il senso della famiglia, il senso della società, il senso dello Stato. Se viene a mancare uno di questi pilastri, si può costruire una tribù, mai una comunità. La giustizia umana scritta ed amministrata dagli uomini, è il vero fallimento dell’umanità; personalmente sogno una giustizia morale, scritta ed amministrata dalla coscienza. E come se non bastassero i nostri problemi si perde tempo a discutere da oltre un ventennio della rinascita dell’impresa, dell’agricoltura, del turismo, della crescita del commercio. Tutte parole spese e buttate al vento, quale impresa, quale agricoltura, quale turismo, quale commercio se tutto si ferma sui tavoli della mancanza dialettica e di confronto politico. Eppure ancora oggi, si critica, si ricatta la gente, si lavora per se più che per gli altri, e si continuano a battere questi temi, temi che li portano lontani dalla gente, quando questi ancora oggi chiedono i consensi con false promesse elettorali. Nessuno è stato mai capace di divulgare al popolo italiano che negli ultimi decenni è mancata da parte di tutti una seria programmazione progettuale. E l’Italia anno dopo anno si svuota per l’emigrazione dei giovani e dei nostri cervelli che qui non trovano sviluppo. Emigrazione, un fenomeno antico come l’uomo. In tutte le epoche chi ha avuto fame è stato attratto da paesi e regioni dove, si presume avrebbero trovato una esistenza più dignitosa e meno sofferta. Oggi si parla di federalismo, e di aiuto che le regioni e le città più progredire devono dare a chi è indietro con il passo delle globalizzazione. Ma quando potremmo veramente definirci federalisti, se i nostri giovani lasciano le loro terre e non impiantano qui le loro vite lavorative e le loro famiglie. Ogni giorno davanti al cattivo funzionamento di apparati o servizi pubblici inefficienti, sentiamo dire dalla gente che è ora di smetterla, che è ora di cambiare e che ci vorrebbe qualcuno in grado di mettere ordine, far funzionare quello che non va, in piena e legittima trasparenza amministrativa. Gli italiani si sa non amano confrontarsi nell’agone politico, oggi addirittura si rifiutano anche di esercitare il proprio diritto al voto, proprio perché negli anni passati, altri hanno allontanato quanto più possibile la gente comune e la società dalla politica; infatti noi, il popolo, non dobbiamo capire, non dobbiamo sapere, ma soprattutto non dobbiamo fare domande alle quali dovrebbero seguire risposte concrete. Così ognuno gettando la spugna, magari prima ancora di iniziare, ha affidato inevitabilmente e totalmente ad altri il potere su di lui, gli stessi che magari oggi definisce INCAPACI, FACCENDIERI, OPPORTUNISTI, TRASFORMISTI e così via. Per questi motivi, noi FATTIVI abbiamo deciso di dar vita a questo sogno di FARE per FERMARE il DECLINO, un sogno che non si basasse su vecchie ideologie consolidate e fuori del tempo, ma sulle reali esigenze della gente, credendo ad un nuovo patto di cittadinanza, quale fondamento, per ricreare la fiducia degli italiani nelle istituzioni.

Se abbiamo aderito NOI siamo convinti che solo l’impegno diretto potrà contribuire al cambiamento della nostra società. In ogni confronto ed a qualsiasi livello politico discuteremo, noi poniamo al centro del dibattito il cittadino, abbiamo promesso aderendo a FARE che saremo e resteremo voce libera, ed a questo patto teniamo più che ad ogni altra cosa. Noi non possiamo più permetterci che persone, cui avevamo delegato l’amministrazione del bene comune non siano capaci di progettualità, di risanamento del debito pubblico, di sviluppo del lavoro e quindi di professionalità. Queste persone hanno solamente rapportato i loro minimi sforzi, ai tanti benefici ottenuti, voltando le spalle al popolo e distruggendo la classe media delle famiglie italiane, l’ossatura dello Stato rappresentata dalle piccole e medie aziende e negando il futuro alle ultime due generazioni. Siamo consapevoli che non ci sono scorciatoie, né esistono rimedi taumaturgici, ma siamo convinti che con uomini giusti, è possibile rimboccarsi le maniche e lavorare sodo, non per il bene di pochi, ma per il bene dell’intera collettività. Questa è la strada del cambiamento, la strada che consentirà ad ognuno di noi di vedere garantito un futuro migliore per i nostri figli nella terra dove ognuno di noi è cresciuto, nella terra che ha pagato a caro prezzo ogni pallido tentativo di sviluppo per una politica amministrativa sbagliata. E’ pur vero che questo altro non è se non il risultato di scelte sbagliate. Un filosofo diceva che ogni popolo ha l’amministrazione che merita, proprio perché è lui a sceglierla. Forse tutto sommato aveva ragione. Forse se l’ITALIA è ancora ferma al palo da almeno venti anni, è solo il frutto di scelte politiche sbagliate e di uomini sbagliati. Errori che gli italiani non possono più permettersi. La decisione che abbiamo preso, aderendo a FARE, si basa sulla provata apatia programmatica di quest’ultimo decennio di gestione della cosa pubblica. Oramai i programmi presentati da altri, sono gli stessi, nei contenuti e a volte anche nelle parole, di quelli propinati agli elettori per decenni, senza che si abbia alcuna rispondenza né sulle effettive necessità, né sulle proiezioni che ci vedono, sempre più, parte di un sistema globale. E’ ovvio, anche se qualcuno non l’ha capito o fa finta di non averlo capito, che i cittadini elettori desiderano fatti concreti, di sviluppo economico e lavorativo per i giovani, non di assistenzialismo; di una trasparenza politica e non soltanto alla rincorsa di uno stabile assetto di potere. Per anni abbiamo preferito, nella considerazione che fosse un’opera difficile, delegare il nostro consenso ad UOMINI COME NOI, ma incaricati di provvedere al governo ed al rispetto dei nostri diritti, senza clientelismo, favoritismi, e nel rispetto delle regole dettate dalla legge, ma tutto questo non è stato. Per questo il modello di FARE politica deve essere dunque semplice e diretto, come da Costituzione: è dovere, oltre che diritto, del cittadino di questa Repubblica onorare e garantire la libertà ed il lavoro, nonché di nutrire un interesse civico per le istituzioni che lo governano. Interessarsi, quindi, di ciò che fino ad oggi abbiamo delegato a poche persone, sempre le stesse, che non hanno saputo far altro che disastrare i nostri bilanci, senza riscontro fattivo sulle proiezioni future rivolte ai giovani, e rendere pessima la qualità della nostra vita. Bisogna riflettere sulle conseguenze di un disinteresse collettivo. Non è più ammissibile, che ancora una volta, si pensi di dare fiducia a chi il disinteresse lo dimostra solo verso la comunità amministrata ma non certo verso la sua comoda poltrona. Personalmente, come tanti di voi, sono stanco di una politica rissosa ed inconcludente, fatta di vuote parole, molto spesso false ed ipocrite, e di demagogia sui problemi della nostra ITALIA. L’Italia non è solo terra di disoccupazione o di silenzio impotente. L’ITALIA può essere soprattutto una grande energia che alcuni politicanti vogliono tenere rilegata, una energia che può portare prosperità e benessere per tutti facendo nascere una nuova civiltà. Sono e siamo tutti convinti che ci sta tra la gente la voglia di cambiare, a patto però, che si abbia il coraggio di prendere in mano veramente le redini del proprio futuro e per far questo è necessaria una visione dell’insieme. Dobbiamo insieme combattere per il bene di tutti, per lo sviluppo dei territori, delle imprese, per la creazione di opportunità di lavoro che vedano la possibilità di dare tranquillità ed indipendenza economica alle famiglie, che con questo modo rissoso di fare politica, oggi, non è garantita. Bisogna armonizzare gli interventi, in modo da mettere in moto quel circolo vizioso, che con un’attenta programmazione, a breve e medio termine, dia dei risultati concreti in economia di mercato. Dobbiamo smettere di pensare che non sia possibile fare impresa, dobbiamo aiutare i nostri disoccupati ad uscire allo scoperto e dire al mondo politico che lo governa, che le nuove leve sono pronte a dare personalmente il proprio contributo di lavoro al nostro Paese, a questa società che finora li ha visti pesare sui magri bilanci familiari fino ad età avanzata, aspettando quel posto promesso dal politico di turno. Bisogna aver il coraggio di governare l’ITALIA, per il suo bene. Tutti ormai parlano di scelta di campo, noi oggi siamo convinti che la partita che si deve essere pronti a giocare debba avere il rispetto delle regole del gioco, e che queste non siano cambiate nel corso dello stesso. In questi ultimi giorni abbiamo avuto modo di confrontare le nostre idee, ma oggi dobbiamo chiedere di più ai fondatori, ai tesserati e ai sostenitori, dobbiamo chiedere lo sforzo comune di avvicinarsi di più al progetto di FARE per FERMARE il DECLINO, affinché FARE diventi presto PRATOGONISTA. Se siamo pronti a scommettere ancor di più su di noi, noi saremo pronti a dichiararci voce libera di una cittadinanza libera. Noi non accetteremo compromessi, anzi siamo pronti a denunciare eventuali, sprechi. Siamo certi che creando fiducia intorno a noi, alla fine, saremo partecipi con il nostro elettorato al cambiamento che vorremo dare a questo paese. GIUSTIZIA e RISPETTO dell’uomo. Questa è la strada del cambiamento. Basta alzare tutti insieme la testa e guardare al futuro con ritrovato orgoglio di gente onesta, libera e democratica.

Claudio

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Sig. Giorno, dovrebbe essere Ritratto di walter.monici Inviato da walter.monici il Dom, 03/03/2013 – 20:03
Sig. Giorno, dovrebbe essere più sintetico o formulare i pensieri per punti.

Accedi o registrati per inserire commenti. Tutta dietrologia del ca… Ritratto di antonio carlino Inviato da antonio carlino il Dom, 03/03/2013 – 20:30 Tutta dietrologia del ca….volo! Lo ripeto per l’ennesima volta:

SENZA LA BUCCIA GIANNINO IL 4% L0 RAGGIUNGEVAMO SICURO. FARE AVEVA UN VOLTO ED UN PROGRAMMA CHE STAVANO FACENDO BRECCIA IN OGNI DOVE. E SE ANCHE NON LO AVESSE RAGGIUNTO, ERA STATA COMUNQUE MOSSA UN’ONDA DESTINATA A CRESCERE ED A FAR SENTIRE LA SUA FORZA ALLA PRIMA (PROSSIMA?) OCCASIONE. PERSO IL VOLTO – E NON CE N’E’ ALLE VISTE UN ALTRO – COL SOLO PROGRAMMA, ORMAI SCOPIAZZATO A DESTRA E A MANCA, NON SI VA DA NESSUNA PARTE. SENNO’ PERCHE’ IN TANTI NON CI HANNO POI VOTATO PUR RESTANDO ILSOLO PROGRAMMA IN TUTTA LA SUA VALIDITA’? L’IPOTESI DI RICOMPATTAMENTO DEI 380.000 CHE CI HANNO VOTATO E’ MERA ILLUSIONE, POTREBBE VALERE SOLTANTO PER I CIRCA 71.000 FATTIVI O PER QUELLI CHE RESTERANNO A DIASPORA ESAURITA. (Sarebbe interessante sapere quanti di questi ultimi, come me, hanno la tessera di Fare). L’HO GIA’ DETTO: LE TARE CV E ABBANDONO FONDATORI CI RIMARRANNO APPICCICATE ADDOSSO PER UN BEL PO’ ANCORA.

NON DISCUTO IL VALORE E LA FONDATEZZA DELLE MERITORIE PROPOSTE PER IL RECUPERO DI FARE, MA CI VUOLE TEMPO E INTANTO LA SITUAZIONE EVOLVERA’ RAPIDAMENTE; NEL SENSO CHE O CI SARA’ (PENSO) LA SOLUZIONE (AMMESSO CHE LO SIA) RENZI/GRILLO O SI TORNERA’ A VOTARE CON UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE NON PERPETUI LA PARALISI ATTUALE. E INTANTO FARE NON FARA’ A TEMPO AD ESSERCI.

SE INVECE VOGLIAMO PARLARE DI UN FUTURO NON TANTO PROSSIMO, VA TUTTO BENE. ALTRIMENTI E’ SOLO PIA ILLUSIONE.

Accedi o registrati per inserire commenti. Io ho aderito ad un manifesto Ritratto di Carmine Oricchio Inviato da Carmine Oricchio il Dom, 03/03/2013 – 21:40 Io ho aderito ad un manifesto. Ci ho creduto come tutti noi. Sono accadute un pò di cose: l’autorete di Zingales (?), l’autogoal di Oscar (siamo uomini o pezzi di carta?). Poi ancora la sconfitta ed ho apprezzato tantissimo Silvia che la ha ammessa senza mezzi termini, e questa è una novità in questo Paese. Ho aderito, mi sono iscritto, ho donato, ho votato…certamente anche per Oscar, che stimo al di là di una “debolezza”, ma soprattutto ho creduto nelle “IDEE” e nelle “PROPOSTE”. IO RESTO, PERCHE’ CREDO IN QUELLE IDEE. Mi auguro tanto che Michele o chi per esso possano procedere alla “ricostruzione” democratica del nostro partito.

Accedi o registrati per inserire commenti. evidentemente quando fa Ritratto di esox lucius Inviato da esox lucius il Dom, 03/03/2013 – 23:44 evidentemente quando fa comodo siamo pezzi di carta….recuperate Giannino… altrimenti è tutto una pia illusione.

Gian

Accedi o registrati per inserire commenti. Io ho aderito ad un manifesto Ritratto di Carmine Oricchio Inviato da Carmine Oricchio il Dom, 03/03/2013 – 21:42 Io ho aderito ad un manifesto. Ci ho creduto come tutti noi. Sono accadute un pò di cose: l’autorete di Zingales (?), l’autogoal di Oscar (siamo uomini o pezzi di carta?). Poi ancora la sconfitta ed ho apprezzato tantissimo Silvia che la ha ammessa senza mezzi termini, e questa è una novità in questo Paese. Ho aderito, mi sono iscritto, ho donato, ho votato…certamente anche per Oscar, che stimo al di là di una “debolezza”, ma soprattutto ho creduto nelle “IDEE” e nelle “PROPOSTE”. IO RESTO, PERCHE’ CREDO IN QUELLE IDEE. Mi auguro tanto che Michele o chi per esso possano procedere per la “ricostruzione” democratica del nostro partito. Abbiamo bisogno subito di una fase costituente con tanto di congressi regionali e nazionale. Questa è la mia opinione.

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Le idee Meno stato, Meno Ritratto di ziril Inviato da ziril il Dom, 03/03/2013 – 22:43 Le idee Meno stato, Meno Spesa Meno Debito ci sono ancora, così come l’impegno e la voglia degli aderenti. E’ Fare per Fermare il Declino (unito o diviso) che è meglio sparisca …

Accedi o registrati per inserire commenti. PURTROPPO QUESTO PARTITO…E’ Ritratto di Riccardo Bianchi Inviato da Riccardo Bianchi il Lun, 04/03/2013 – 00:08 PURTROPPO QUESTO PARTITO…E’ STATO LA PIU’ GROSSA BURLA DELL’ULTIMA CAMPAGNA ELETTORALE…MA BURLA PER QUELLI CHE HANNO CREDUTO SI POTESSE VERAMENTE FARE QUALCOSA PER L’ITALIA E ANCOR DI PIU’ PER COLORO CHE HANNO MESSO TEMPO E SOLDI NEL SOSTENERE QUESTA IDEA…..

STRONCO COMPLETAMENTE IL PARTITO IN QUANTO TUTTI COLORO CHE SI ERANO CANDIDATI A FONDARE E GUIDARE IL MOVIMENTO SI SONO DIMOSTRATI IRRESPONSABILI. LE IDEE CHE, ERANO VALIDE, SONO SVANITE NELL’IRRESPONSABILITA’ DI COMPORTAMENTO DEI FONDATORI E DEI DIRIGENTI…PERTANTO O VERRANO RACCOLTE DA ALTRI PARTITI CHE LE FARANNO PROPRIE, O RESTERANNO LETTERA MORTA….SINO AD UN ALTRO MOMENTO STORICO.

QUELLO CHE MI LASCIA PROFONDAMENTE DELUSO E’ IL FATTO CHE PENSAVO, INGENUAMENTE ,DI AVER TROVATO IN QUESTO PARTITO UN LUOGO SERIO DOVE PROPORRE IDEE, SENTIRMI A CASA, POTER CONTRIBUIRE CON GENTE SERIA A RIFONDARE IL PAESE..INVECE HO TROVATO UNA FAIDA POLITICA DI PERSONE CHE VISTE A POSTERIORI, PARE AMBISSERRO SOLO ALLA POLTRONA….ED UNA VOLTA SFUGGITAGLI LA CERCHINO PRESSO ALTRI LIDI E CON ALTRI ACCORDI….O LITIGANDO FRA LORO….IL NULLA CHE SI DIVIDE PER AMBIRE AL POTERE SUL NULLA.

POTREBBE ESSERE UNA LECTIO MAGISTRALIS IN FISICA QUANTISTICA. SPERO DI SBAGLIARE NELLA DUREZZA DEI MIEI PENSIERI MA QUESTA E’ L’IMPRESSIONE CHE HO MATURATO IN QUESTI ULTIMI TEMPI. PARADOSSALMENTE IL POPOLO HA DELEGATO IL COMPITO DI RIFONDARE IL PAESE NON A PROFESSORI, LAUREATI CON MASTER MA AD UN COMICO….CASALINGHE IDRAULICI E STUDENTI. SARA’ UN SEGNO DEI TEMPI.. IL FATTO CHE I COMICI CONQUISTINO IL PARLAMENTO, ED I PROFESSORI CONQUISTINO IL RIDICOLO. PS: LA TESSERA STRACCIATELA VOI….GRAZIE…

Cambiare la Politica

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Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante. La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 – tranne poche eccezioni individuali – ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale xvideo che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna redtube smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai.

Tagliare e rendere più cam4 efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce, abbattere il debito anche attraverso la vendita di proprietà pubbliche, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, promuovere liberalizzazioni e concorrenza anche nei servizi e nel sexe sistema formativo, eliminare i conflitti di interesse, liberare e liberalizzare l’informazione, dare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso un mercato del lavoro più flessibile ed equo. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente da chi vuole cambiarlo per far sì che il paese goda i benefici dell’integrazione economica europea e mondiale. Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi beurette obiettivi. Noi vogliamo che si realizzino.

Per questo motivo auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del hentai lavoro e dell’impresa esprimono porno gratuit disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di  xnxx cui abbiamo urgente bisogno.

10 interventi per la crescita

10 interventi per la crescita
10 interventi per la crescita

1 Ridurre l’ammontare del debito pubblico. E’ possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse. Approfondimento
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2 Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell’arco di 5 anni. La spending review deve costituire il primo passo di un ripensamento complessivo della spesa, a partire dai costi della casta politico-burocratica e dai sussidi alle imprese (inclusi gli organi di informazione). Ripensare in modo organico le grandi voci di spesa, quali sanità e  istruzione, introducendo meccanismi competitivi all’interno di quei settori. Riformare il sistema pensionistico per garantire vera equità inter—e intra—generazionale.

Approfondimento

3 Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e  d’impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l’evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte.

Approfondimento sul fisco

4 Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali quali, a titolo di esempio: trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi gli assetti proprietari). Privatizzare le imprese pubbliche con  modalità e obiettivi pro-concorrenziali nei rispettivi settori. Inserire nella Costituzione il principio della concorrenza come metodo di funzionamento del sistema economico, contro privilegi e monopoli d’ogni sorta. Privatizzare la RAI, abolire canone e tetto pubblicitario, eliminare il duopolio imperfetto su cui il settore si regge favorendo la concorrenza. Affidare i servizi pubblici, incluso quello radiotelevisivo, tramite gara fra imprese concorrenti.

Approfondimento, Approfondimento Agricoltura, Approfondimento Professioni, Approfondimento Assicurazioni, Approfondimento sulle Infrastrutture, Approfondimento Agenda Digitale

5 Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano e incentivino la ricerca di un nuovo posto di lavoro quando necessario, scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro.

Approfondimento sul mercato del lavoro

6 Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d’interesse. Imporre effettiva trasparenza e pubblica verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Instaurare meccanismi premianti per chi denuncia reati di corruzione. Vanno allontanati dalla gestione di enti pubblici e di imprese quotate gli amministratori che hanno subito condanne penali per reati economici o corruttivi.

7 Far funzionare la giustizia. Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sulla performance; no agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Introdurre e sviluppare forme di specializzazione che siano in grado di far crescere l’efficienza e la prevedibilità delle decisioni. Difendere l’indipendenza di tutta la magistratura, sia inquirente che giudicante. Assicurare la terzietà dei procedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Gestione professionale dei tribunali generalizzando i modelli adottati in alcuni di essi. Assicurare la certezza della pena da scontare in un sistema carcerario umanizzato.

Approfondimento

8 Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne, oggi in gran parte esclusi dal mercato del lavoro e dagli ambiti più rilevanti del potere economico e politico. Non esiste una singola misura in grado di farci raggiungere questo obiettivo; occorre agire per eliminare il dualismo occupazionale, scoraggiare la discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro, offrire strumenti di assicurazione contro la disoccupazione, facilitare la creazione di nuove imprese, permettere effettiva mobilità meritocratica in ogni settore dell’economia e della società e, finalmente, rifondare il sistema educativo.

Approfondimento Questione Femminile

9 Ridare alla scuola e all’università il ruolo, perso da tempo, di volani dell’emancipazione socio-economica delle nuove generazioni. Non si tratta di spendere di meno, occorre anzi trovare le risorse per spendere di più in educazione e ricerca. Però, prima di aggiungere benzina nel motore di una macchina che non funziona, occorre farla funzionare bene. Questo significa spendere meglio e più efficacemente le risorse già disponibili. Vanno pertanto introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.Va abolito il valore legale del titolo di studio.

Approfondimento sulla Scuola, Approfondimento sull’Università

10 Introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute. Totale trasparenza dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici con l’obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti Internet. La stessa “questione meridionale” va affrontata in questo contesto, abbandonando la dannosa e fallimentare politica di sussidi seguita nell’ultimo mezzo secolo.

Nessun Partito ha militanti così motivati ed entusiasti. Sono dunque loro – sei dunque tu – la nostra migliore “benzina nel motore”.

Ma non basta. Anche considerando che gli investimenti pubblicitari che ci possiamo permettere non sono quelli dei nostri concorrenti. Una giornata di elezioni significa la totale e piena mobilitazione di persone, materiali, logistica, e campagne pubblicitarie necessarie a coprire il territorio nazionale. I militanti necessitano di materiali da distribuire, di gazebo, di banchetti. Per avere un contatto diretto con i cittadini, per una spiegazione dei programmi, secondo il nostro approccio franco e diretto. Questo è il nostro FARE. Due milioni di euro è il minimo indispensabile per sostenere questo sforzo. Per farvi fronte dobbiamo contare sull’entusiasmo ed i contributi dei nostri sostenitori. Non nascondiamo il nostro bisogno: abbiamo necessità del tuo contributo economico per FARE sì che i risultati di questi ultimi mesi si coronino in un successo elettorale.

Come promemoria nella raccolta fondi vi segnaliamo che: Art. 15 del dpr. 917/86 sono oneri detraibili dall’imposta al 24% per l’anno 2013 e al 26% dal 2014 per importi compresi da 50 euro a 10.000 euro annui a condizione che sia effettuato a mezzo bonifico bancario o postale. Modifica recentissima dell’art. 7 comma 1 legge 6/7/2012 n. 96 Come causale del bonifico mettere: erogazione liberale a FARE per Fermare il Declino inserire il vostro codice fiscale per utilizzare copia del bonifico come ricevuta fiscale per la detrazione

Dopo il deludente risultato elettorale si é venuta a creare una situazione di tensione a voi ben tutti nota all’interno di Fare per Fermare il Declino. Il patrimonio culturale ed umano accumulatosi in questi mesi difficili ed entusiasmanti, benché solcati anche da momenti non felici, non merita di finire disperso in liti e ripicche.

Abbiamo perciò deciso, con amarezza, ma con la consapevolezza che in questa fase si tratta dell’unica soluzione possibile, di procedere ad una separazione consensuale tra Fare per Fermare il Declino e Ali – Fermare il declino, le due entità giuridiche del gruppo, che non necessariamente rimarranno con la medesima denominazione sociale. Esse continueranno nella loro attività politica e culturale aggregando ciascuna chi si sentirà di collaborare con l’una o l’altra (o entrambe, ovviamente) ed auspichiamo che in occasione di futuri appuntamenti elettorali possano collaborare insieme per l’attuazione dei 10 punti del programma che ci hanno fin qui unito.

Entro 48 ore dovremmo formalizzare l’intesa definitiva e per il momento chiediamo a tutti di pazientare ancora.